venerdì 1 dicembre 2023

Nel selvaggio West

Diario di Kung Lao

29_novembre 1883

Il lungo viaggio verso Moderation procede lento, senza imprevisti.
Divido la carovana con uno strano prete seduto di fronte a me, mi sembra più avvezzo a celebrare funerali che battesimi, invece al mio fianco siede una donna dall'aria severa, ma non ostile, il cui sguardo mi è imperscrutabile.
I suoi tratti un po’ indiani, un po’ messicani, le donano un insolito quanto affascinante aspetto, ma non mi aiutano a decifrarne il carattere.
Giunti allo sperduto insediamento di Altamira ci fermiamo un’ultima volta per fare abbeverare i cavalli.
In questo misero agglomerato di catapecchie fatiscenti emerge una bettola, povera di vivande, ma ricca di polvere.
Entrato per ripararmi dal sole cocente scorgo, seduti al più defilato dei tavoli, un'improbabile accoppiata: un mastodontico gigante con un tomahawk grande come una Guan Dao (la temibile alabarda shaolin), mi chiedo se non sia proprio il gigante Pangu, che con la sua ascia ruppe l’uovo cosmico per separare lo Yin e lo Yang e cominciare la creazione del mondo.
Ha un corvo imbalsamato per copricapo e così ricordo di non essere più in Cina e lui è certamente un nativo.
Osservo al suo fianco un pistolero che sembra quasi sprofondare nella sedia, forse annoiato dall'attesa della diligenza, forse sfiancato dallo sforzo di apparire lui il vero duro nel locale.
Sono così affamato da andare dritto dall'oste per rifocillarmi con quello che prevedo essere il peggior pasto della mia vita, o almeno della mia vita fino ad ora.
L'oste mi serve un paiolo di fagioli all’altezza delle mie terribili aspettative: ci vuole del talento per riuscire a cucinarli contemporaneamente crudi, bruciati e insipidi; mi sciacquo la bocca con un intruglio dal colore opaco, spento, che ha chiamato "vino di queste parti"
Bleah!
Mangio altri fagioli per sciacquare il sapore del "vino di queste parti".
Finito di mangiare mi accorgo che sono tutti fuori dal locale, mi incammino e noto in lontananza un uomo al galoppo seguito da mezza dozzina di minacciosi cavalieri indiani armati di fucile: mi prende un’improvvisa stretta allo stomaco.
Sarà paura?
No, sono i fagioli.

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